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INTERVISTA ALLA DOTTORESSA VINCENZA FETONI, IDEATRICE DELLO SPETTACOLO

“SALA D’ATTESA. IL PARKINSON VA IN SCENA”

Di cose belle, nella sua più che trentennale missione di promozione della cultura, il Centro Culturale Tommaso Moro ne ha fatte moltissime: conferenze, dibattiti, tavole rotonde, concerti, spettacoli teatrali, presentazione di libri, progetti con la scuola e altro ancora. I temi trattati sono stati veramente tanti e hanno spaziato da un ambito all’altro senza mai toccare, finora, quello medico-scientifico. Ma, come in tutte le cose, c’è sempre una prima volta. O, meglio, ci sarà una prima volta il prossimo 6 Aprile quando una compagnia teatrale speciale, diretta da due registi anch’essi speciali, affronterà il tema del Parkinson, mettendolo letteralmente in scena.

Di cosa si tratta, com’è nata questa idea, con quali motivazioni ecc. ecc. l’ho chiesto all’ideatrice di questo spettacolo che, nella vita, fa una professione che non ha nulla a che vedere con il teatro ma che, invece, c’entra- eccome!- con le malattie neurologiche e, in particolare, con il Parkinson: la neurologa e nostra concittadina Vincenza Fetoni, membro del Comitato Scientifico Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus.

L’ ho incontrata, per caso, poco tempo fa e, tra una chiacchiera e l’altra, mi ha parlato del suo sogno di far conoscere in modo originale e scientificamente corretto il morbo di Parkinson. Devo dire che l’ entusiasmo di Vincenza mi ha contagiato ed entrambe abbiamo subito pensato di portare lo spettacolo a Basiglio. Ho sottoposto la proposta al Consiglio Direttivo del Centro Culturale Tommaso Moro che l’ha prontamente condivisa. Rimanevano dei problemi da risolvere tra cui quello dei costi perché l’allestimento comporta delle spese e perché ci sarebbe piaciuto raccogliere qualcosa per la LIMPE . Ne ho parlato con Vincenza e, dopo un breve momento di perplessità da parte di entrambe, è nata l’idea: chiedere agli spettatori un’offerta per coprire le spese e per dare un contributo alla LIMPE. Eureka! E così, passo dopo passo, siamo arrivati alla vigilia del grande evento sul cui merito lascio parlare colei che l’ha concepito: la dottoressa Vincenza Fetoni.

Domanda. Da che cosa è nata l’idea di parlare del Parkinson attraverso il teatro?

Risposta. Sono una neurologa con competenze nell’ambito dei disturbi del movimento e sono convinta che la malattia di Parkinson sia conosciuta solo nello stretto ambito familiare di chi ne soffre, confinata al ruolo di cenerentola tra le patologie neurologiche mentre invece è una malattia con ricadute familiari importanti e costi sociali alti: in Italia sono circa 300.000 i soggetti colpiti da questa malattia e il numero è destinato ad aumentare. A questo aggiungo che amo il teatro e dunque…

Domanda. E … dunque? Racconta.

Risposta. Dunque. Si avvinava il 27 Novembre, Giornata Nazionale dedicata al Parkinson, sostenuta dalla onlus LIMPE (Lega Italiana Malattia di Parkinson) che ha lo scopo di far conoscere questa malattia e io, da tempo, sognavo di fare qualcosa di diverso ai soliti incontri di informazione scientifica ma non sapevo come fare finché un giorno, durante una visita ambulatoriale, il caso, le coincidenze astrali, la Provvidenza o altro ha voluto che di fronte a me ci fosse Maurizio Esposito, regista e attore di teatro, al quale ho parlato del mio sogno. Maurizio, “pazzo visionario” come me, ha prontamente sposato la mia idea e, insieme, ci siamo messi a sognare e a lavorare.

Domanda. E gli attori? Dove li avete trovati?

Risposta. All’inizio avevo pensato di coinvolgere i miei colleghi neurologi ma senza successo. A quel punto, Maurizio e io abbiamo fatto la scelta, rivelatasi fortunata, di costruire una sceneggiatura incentrata sulla quotidianità dei soggetti con Parkinson. Rapidamente, abbiamo costituito il gruppo di attori-pazienti: Beatrice, Stella, Stefania e Jacopo hanno accettato di buon grado di mettersi in gioco e, sotto la guida illuminata di un serio professionista, quale è Maurizio Esposito, sono diventati dei bravi attori. Le loro storie di vita quotidiana, fatte di famiglia, lavoro, hobbies, vissute costantemente in compagnia di “Mister Parkinson”emozionano, divertono, sdrammatizzano e testimoniano la loro voglia di andare avanti senza mai perdere la Speranza.

Domanda. Cosa hai provato a lasciare il camice da neurologa e indossare quello dell’ attrice?

Risposta. Nello spettacolo, il mio ruolo è quello del medico e, quindi, il camice non l’abbandono del tutto e forse per questo non è stato difficile fare il medico-attore. Devo dire che è stata una bella esperienza, che sono soddisfatta del risultato finale, del quale ringrazio tutti e, in particolare il regista Maurizio Esposito che ha condiviso da subito il mio sogno con la convinzione di fare qualcosa di valido e di originale per la conoscenza e la divulgazione scientifica di questa malattia. In questa avventura ci siamo sostenuti a vicenda e entrambi sentiamo il desiderio di ringraziare i nostri speciali attori, la LIMPE e gli spettatori che con le loro offerte libere ci hanno permesso di finanziare lo spettacolo.

Domanda. Quando e dove avete debuttato?

Risposta. Il 27 Novembre 2023, Giornata Nazionale per il Parkinson, allo storico teatro Elfo- Puccini di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano. Ricordo perfettamente che eravamo tutti emozionatissimi di fronte al pubblico che gremiva la sala Fassbinder e che ci ha gratificati con calorosi applausi mostrando di capire le motivazioni dello spettacolo e apprezzarne la qualità. E ora sono contenta di replicarlo nella nostra Basiglio e per questo mi sento di ringraziare il Centro Culturale Tommaso Moro che promuove l’iniziativa e l’Amministrazione comunale che ci concede il patrocinio e una location prestigiosa come “Il Mulino” di Vione, nonché tutti gli spettatori che vorranno sostenerci con la loro partecipazione.

Finisce qui, con uno scaramantico “In bocca al lupo”, l’intervista con Vincenza Fetoni, neurologa per professione, sceneggiatrice e attrice per passione.

Lo spettacolo “Sala d’attesa. Il Parkinson va in scena”’è andato in scena puntualmente al “Mulino” di Vione, la sera del 6 Aprile scorso con grande successo e una sala gremitissima.

La Presidente Rosetta Cannarozzo ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno accolto l’invito e fornito il loro sostegno.