Le quattro cose ultime. Con La supplica delle anime e Nell’orto degli ulivi
Inediti e introvabili, gli scritti di Tommaso Moro raccolti in questo volume costituiscono un avvenimento per la cultura italiana, fornendo apporti decisivi alla conoscenza di un uomo che seppe coniugare splendidamente il culto degli ideali classici con l’interiorità religiosa più profonda. Si tratta di tre opere redatte in un arco di tempo che va dal 1522 al 1535, anno dell’eroica morte.
Lettere
Magistrato, poeta, umanista, scrittore, statista, cancelliere di Enrico VIII, martire assunto alla gloria degli altari, Tommaso Moro (1478-1535), autore dell'”Utopia”, è una delle personalità più complesse e discusse della storia inglese ed europea, e il suo epistolario racconta una vicenda umana di straordinaria ricchezza. Appassionanti come un romanzo, austere e giocose al tempo stesso, ricche d’aneddoti, dettagli e affetti domestici, vibranti di polemiche culturali e teologiche, le lettere di Tommaso Moro costituiscono anche un documento imprescindibile per comprendere gli anni della riforma protestante, momento cruciale della nascita della modernità. Questo volume ne presenta una scelta significativa: a fianco delle celebri lettere dalla Torre, della corrispondenza con Erasmo e delle lettere ad amici, famigliari, uomini di chiesa e di potere, sono incluse integralmente le lunghe lettere a Martin Dorp, autentico trattato in difesa dell’umanesimo, e a John Frith, sul problema della transustanziazione. La traduzione italiana è arricchita dal vasto commento di uno dei più insigni studiosi italiani di Tommaso Moro, Alberto Castelli, che stava per dare questo volume alle stampe, quando la morte lo colse, nel marzo del 1971. Più di trent’anni dopo un suo nipote, Francesco Rognoni, ha completato il lavoro, aggiornandone la bibliografia, e stendendo un ampio saggio introduttivo, in cui dà conto dei più recenti sviluppi degli studi su Tommaso Moro.
Tutti gli Epigrammi
Questa prima versione italiana integrale delle poesie latine di Thomas More, pubblicata sotto gli auspici del Centro Internazionale Thomas More, vuole essere un omaggio a uno dei nostri più profondi conoscitori del grande umanista europeo e della cultura rinascimentale: Luigi Firpo, uomo di doti incomparabili al quale sono stato legato da un’amicizia autentica e la cui scomparsa ha lasciato un vuoto non colmato. Firpo aveva pubblicato la versione di settanta epigrammi moreani nel volume ldea di Thomas More (Vicenza, Neri Pozza,1978, pp. 115-134), ma già lo stesso anno il totale degli epigrammi da lui tradotti e stampati, questa volta, nella rivista “Il pensiero politico” (XI, pp.2ll-242), saliva a centoventi (su un totale di duecentottantuno). In entrambi i casi la versione era preceduta dal testo che qui riproduciamo perché rappresenta una lucida ed essenziale introduzione all’universo poetico moreano.






