{"id":27,"date":"2013-08-07T07:33:58","date_gmt":"2013-08-07T05:33:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroculturaletommasomoro.org\/?p=27"},"modified":"2013-08-07T22:28:12","modified_gmt":"2013-08-07T20:28:12","slug":"tommaso-moro-e-la-sua-utopia-umanista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroculturaletommasomoro.org\/?p=27","title":{"rendered":"Tommaso Moro e la sua Utopia umanista"},"content":{"rendered":"<p>Con Thomas More, latinizzato in Tommaso Moro ( 1480 \u2013 1535 ) gli ideali umanistici si diffondono in Inghilterra con gli stessi caratteri che avevano avuto in Italia nel Quattrocento: gli studi letterari non devono mettere capo a un\u2019 oziosa erudizione, ma promuovere un fattivo impegno nella realt\u00e0 civile. Questo impegno More lo testimoni\u00f2 con la vita: cancelliere del regno, egli fu condannato a morte da Enrico VIII per essere rimasto fedele alla Chiesa cattolica, quando il re, per risposarsi, chiese al papa , senza ottenerlo, l\u2019 annullamento del precedente matrimonio. <!--more--> Carattere politico ha anche l\u2019opera pi\u00f9 nota di More, Utopia (1517). In essa More delinea, sulla scia di quanto gi\u00e0 aveva fatto Platone, il suo ideale politico, che immagina realizzato in un\u2019 isola chiamata appunto Utopia, cio\u00e8 il \u201dnon luogo\u201d (dal greco \u201dou\u201d, non,+ \u201dtopos\u201d, luogo) o \u201dluogo che non esiste\u201d. Di qui l\u2019uso del termine per indicare ogni progetto socio-politico che abbia un valore esclusivamente ideale, non trovando concreta realizzazione da nessuna parte del mondo. E\u2019 interessante notare la distinzione tra i due aggettivi, utopico e utopistico che derivano dal progetto politico di More; \u201cutopistico\u201d \u00e8 un qualcosa di negativo che si pretende realizzabile, ma che per fortuna non lo \u00e8: utopistico \u00e8 il Comunismo russo.<br \/>\n\u201cUtopico\u201d \u00e8 un concetto tipicamente progressista che induce a vedere il mondo , che molti credono buono cos\u00ec come \u00e8 , imperfetto e migliorabile : il progressista ha un atteggiamento sempre volto al cambiamento . Tornando a More , alla base della sua costituzione ideale egli pone il rifiuto della propriet\u00e0 privata , come gi\u00e0 aveva fatto Platone , che \u00e9 principio di egoismo e di conflitto . Gli abitanti di Utopia , del resto , non lavorano a scopo di lucro , ma soltanto per provvedere ai beni necessari alla propria esistenza . In questo modo , dal momento che tutti esercitano un lavoro manuale ( pure le donne ) , le ore di attivit\u00e0 possono essere ridotte a sei al giorno . Rimane cos\u00ec molto tempo per l\u2019 educazione : particolare attenzione viene riposta nello studio delle scienze naturali e della filosofia morale , mentre sono trascurate discipline astratte come la logica e la metafisica . Dal punto di vista politico \u2013 amministrativo i cittadini dell\u2019 isola sono divisi in 54 comunit\u00e0 cittadine , rette da funzionari eletti democraticamente : ma nei casi di decisioni gravi viene convocata l\u2019 assemblea dell\u2019 intera popolazione . Da notare che il carattere politico di Thomas More \u00e9 in rapporto con la situazione storica che si veniva creando nell\u2019 Inghilterra del \u2019500 : in seguito all\u2019 appropriazione delle terre da parte dell\u2019 aristocrazia ( con gli \u201d enclosure acts \u201d ) e alla sostituzione dei vasti pascoli alla cerealicultura , i signori traevano pi\u00f9 lauti guadagni dall\u2019 industria della lana , mentre i contadini erano gettati nella miseria ; onde , come More osservava amaramente , \u201d i montoni divorano gli uomini \u201d ; nella citt\u00e0 ideale di Utopia , invece , non c\u2019\u00e9 miseria n\u00e8 disuguaglianza : il lavoro \u00e9 obbligatorio per tutti e ognuno lavora per la comunit\u00e0 . La comunione dei beni libera ciascuno dal bisogno e dalla paura , assicura cio\u00e8 a tutti la vera ricchezza . Le magistrature a Utopia sono elettive e ciascuno , dopo le sei ore di lavoro quotidiano , \u00e9 libero di coltivare il proprio spirito . A Utopia non potr\u00e0 mai accadere , come invece accade nelle altre citt\u00e0 , che uomini ricchi , privi di cultura e di moralit\u00e0 , comandino su persone colte e virtuose , n\u00e8 che vi si accendano e si esasperino le lotte e gli egoismi . Per quel che concerne la religione , si tratta di una religione naturale , a fondo monoteistico ; pur professando religioni diverse , gli abitanti di Utopia ( gli utopisti ) riconoscono nei vari dei un unico Dio ; ciascuno \u00e9 libero di professare la sua religione e pu\u00f2 anche fare opera di proselitismo , ma senza usare mezzi coercitivi : chi li usa \u00e9 condannato all\u2019 esilio o alla servit\u00f9 . Tuttavia nell\u2019 opera traspare un netto rifiuto dell\u2019 ateismo da parte di Tommaso Moro ; se \u00e9 vero che ad Utopia vige la pi\u00f9 totale libert\u00e0 di culto religioso , \u00e9 altrettanto vero che gli atei sono esclusi ; essi , infatti , sono , secondo Moro , i pi\u00f9 intransigenti e intolleranti : vogliono a tutti i costi inculcare nelle menti altrui le proprie concezioni . Il legislatore di Utopia si \u00e9 di proposito rifiutato di legiferare in materia religiosa e di imporre particolari riti o credenze perch\u00e8 forse Dio stesso ama la variet\u00e0 e la molteplicit\u00e0 dei culti . Questo motivo , che pi\u00f9 che di tolleranza pu\u00f2 essere considerato di vera libert\u00e0 , deriva direttamente , nell\u2019 immagine e nell\u2019 espressione , da Cusano e da Ficino : \u00e9 il motivo che sfronda le diverse ispirazioni religiose dei propri elementi differenziali e le risolve , in definitiva , in un\u2019 unica religione entro i limiti della ragione . Pu\u00f2 sorprendere che ad affermarlo sia chi , come More , \u00e9 animato da una particolare fede , quella cattolica , e per essa ha anche affrontato , con serenit\u00e0 , il martirio . Ma in realt\u00e0 la riforma di More \u00e9 realizzata nell\u2019 immaginario stato di Utopia , vale a dire fuori dallo spazio , nella pura ragione del pensiero , non \u00e9 riforma propriamente volta ad operare in concreto in una concreta societ\u00e0 .<br \/>\nRiassunto di UTOPIA<br \/>\nPerch\u00e8 il nome Utopia : La parola Utopia venne usata per la prima volta da Tommaso Moro, che in una sua opera del 1516 esponeva le usanze, le abitudini e i costumi del popolo dell\u2019isola di Utopia, del quale sent\u00ec parlare da un marinaio; la controversia sull\u2019origine del nome \u00e8 dovuta al fatto che nell\u2019opera di Moro viene presentata una societ\u00e0 che ha entrambe le caratteristiche. L\u2019origine pi\u00f9 probabile rimane comunque quella di \u201cnon luogo\u201d, in quanto era intento dell\u2019autore descrivere una societ\u00e0 che fosse in qualche modo perfetta, ma che purtroppo fosse anche impossibile da realizzare. Ad avvalorare quest\u2019ipotesi c\u2019\u00e8 anche l\u2019uso da parte di Moro di alcuni nomi quali ademo (senza popolo) per designare il principe, Anidro (senz\u2019acqua) per indicare il fiume vicino ad Amauroto (citt\u00e0 invisibile), la citt\u00e0 principale dell\u2019isola di Utopia, che in precedenza fu chiamata Abraxa (dove non piove) di re Utopo. Il libro inizia con una lettera indirizzata ad un suo amico, Pietro, con il quale ascolt\u00f2 il racconto sull\u2019isola di Utopia; in questa lettera Moro chiede se per favore Pietro potesse correggere la sua trascrizione del racconto, allo scopo di evitare che ci possano essere degli errori. Di seguito alla lettera inizia la vera opera, che \u00e8 divisa in due libri. Nel primo libro Moro descrive il suo incontro ad un ricevimento con l\u2019amico Pietro, che coglie l\u2019occasione per presentargli un personaggio che sicuramente sarebbe interessato all\u2019autore, un marinaio esperto conoscitore di terre lontane a causa dei suoi lunghi ed innumerevoli viaggi: Raffaele Itlodeo. Dopo aver fatto conoscenza i due, assieme a Pietro, decidono di ritirarsi in un posto appartato e di iniziare a discutere. Durante la prima parte del dialogo vengono analizzati i vari problemi della monarchia inglese, discussione che sorge dal diverbio successivo alla proposta di Moro secondo cui Itlodeo poteva essere utile in carica di consigliere per un sovrano europeo in quanto era dotato di buon senso e di esperienza, essendo rimasto per cinque anni nell\u2019isola di Utopia. In realt\u00e0 il motivo per cui Itlodeo rifiuta ritenendo di non essere adeguato all\u2019incarico \u00e8 proprio il fatto di aver vissuto per un cos\u00ec lungo tempo in quella societ\u00e0: egli sa bene, infatti, che il modello utopico fosse irrealizzabile in qualsiasi altro stato a causa delle sue caratteristiche. Fra i problemi individuati vengono messi in risalto: la nobilt\u00e0 parassitaria e i lati negativi della propriet\u00e0 privati fra i quali, soprattutto, la divisione che faceva tra ricchi e poveri. Questi ultimi, infatti, erano fortemente dipendenti dalla nobilt\u00e0 che li costringeva a mendicare e a fare lavori poco retribuiti. Inoltre viene trattato la questione della pena di morte e il fatto che, con questa, fossero puniti anche i ladri che erano in molti casi costretti a rubare per necessit\u00e0. In generale possiamo dire che vengono trattai tutti quei problemi cui, nel secondo libro, tramite la narrazione del racconto di Raffaele Itlodeo, Moro cerca di dare una soluzione pur sapendo che l\u2019isola da lui ipotizzata \u00e8 del tutto irrealizzabile. Nella seconda parte dell\u2019opera \u2013 che coincide con il secondo libro \u2013 il discorso di Itlodeo si sposta sulla descrizione dell\u2019isola secondo i suoi pi\u00f9 vari aspetti.<br \/>\nLa societ\u00e0 : I cittadini di Utopia sono secondo la legge tutti uguali, anche se in realt\u00e0 all\u2019interno della societ\u00e0 esistono delle differenze di classe. La divisione pi\u00f9 sostanziale che possiamo trovare tra i cittadini \u00e8 sicuramente quella tra uomini liberi e schiavi. Secondo lo statuto utopico tutti gli uomini nascono liberi; gli schiavi, infatti, non sono n\u00e9 prigionieri di guerra n\u00e9 figli d\u2019altri schiavi, semplicemente presso gli utopici la schiavit\u00f9 \u00e8 una pena assegnata per i reati pi\u00f9 gravi. Agli schiavi sono destinati i lavori pi\u00f9 umili, mentre c\u2019\u00e8 l\u2019uguaglianza tra gli altri cittadini. In realt\u00e0 per\u00f2 anche tra i cittadini liberi esistono delle differenze di classe, che comportano alcuni privilegi per una di queste. Tutti gli uomini devono per legge avere un lavoro, anche se in realt\u00e0 esiste una rotazione tra campagna e citt\u00e0, in modo che nessuno sia costretto a svolgere solamente i lavori agricoli nella sua vita. La societ\u00e0 degli utopici \u00e8 in realt\u00e0 basata sul sapere, basti pensare alla classe sociale esente dal lavoro: gli uomini di lettere o sifogranti. Infatti i lavoratori hanno a disposizione nella loro giornata sei ore non lavorative, che possono dedicare allo svago o, se vogliono, allo studio; privilegiato \u00e8 lo studio della letteratura. Tra questi vengono scelti i pi\u00f9 meritevoli e vengono esentati dal lavoro, ed \u00e8 da questa classe sociale che vengono scelti gli ambasciatori, i sacerdoti e le persone facenti parte delle istituzioni.<br \/>\nLe istituzioni : L\u2019isola di Utopia \u00e8 una federazione di 54 citt\u00e0, in ognuna delle quali il potere legislativo, giudiziario ed esecutivo \u00e8 nelle mani del senato. Il senato in ogni citt\u00e0 \u00e8 formato da un principe (eletto a vita), da filarchi e da un protofilarco, eletto ogni dieci filarchi. Il principe \u00e8 eletto dai protofilarchi d\u2019ogni citt\u00e0 che devono votare tra i quattro candidati che la citt\u00e0 stessa designa. Oltre a questo senato all\u2019interno delle citt\u00e0, ogni anno si tieni un ulteriore senato ad Amauroto con tre rappresentanti di ogni citt\u00e0. L\u2019intero stato \u00e8 basato sulla democrazia che viene materialmente rappresentata dai comitia publica, sede e istituzione principale. Non esiste un capo assoluto, addirittura ci sono leggi che evitano l\u2019insediarsi di un potere tirannico, come per esempio il prendere decisioni politiche al di fuori del senato. Le leggi sono poche e chiare, in modo che la reggenza dello stato sia basata su pochi ma saldi pilastri, e che in questo modo possano essere tenuti bene a mente dai cittadini. Per la difesa dell\u2019isola non esiste un esercito stabile, di conseguenza, in caso di guerra saranno gli stessi cittadini a difenderla. Preciso dicendo \u201cdifenderla\u201d in quanto gli utopici non attaccano mai una popolazione vicina, ma si limitano a difendere l\u2019isola o le loro colonie quando queste vengono attaccate. Il diverso modo di pensare influisce sugli utopici anche durante le guerre, in quanto essi ritengono vergognosa una vittoria ottenuta con un grandissimo spargimento di sangue, poich\u00e9 secondo loro \u201csembra ignoranza pagar troppo caro una merce, per quanto di pregio\u201d. Secondo questo loro modo di vedere \u00e8 molto pi\u00f9 gratificante una vittoria ottenuta con un inganno, ma che riesca a ridurre le vittime.<br \/>\nLa famiglia : Il nucleo fondamentale della societ\u00e0 di Utopia \u00e8 la famiglia, sia nel campo economico che politico. Essa \u00e8 unit\u00e0 base della politica, giacch\u00e9 decide per l\u2019elezione dei filarchi (uno ogni trenta famiglie) e dei candidati al principato. Questa \u00e8 anche la prima tappa produttiva dell\u2019agricoltura ed entit\u00e0 fondamentale della societ\u00e0. All\u2019interno della famiglia a comandare \u00e8 il pi\u00f9 anziano, o, in caso disturbi dovuti ad una eventuale avanzata senilit\u00e0, il parente prossimo pi\u00f9 anziano. Anche all\u2019interno della famiglia perci\u00f2 ci sono delle differenze, per esempio il fatto che i figli devono ubbidire ai padri e le mogli ai mariti. Grande importanza \u00e8 poi attribuita al matrimonio, tanto che le leggi sono molto pi\u00f9 severe su quest\u2019argomento, anche allo scopo di preservare la famiglia e la moralit\u00e0. \u00c8 per questo che come per qualsiasi altro \u201ccommercio\u201d, prima del matrimonio i due interessati vengono spogliati nudi e fatti vedere all\u2019altro per la decisione finale e per verificare che nessuno dei due abbia imperfezioni fisiche che non aveva in precedenza fatto presente all\u2019altro, per evitare cos\u00ec che il rapporto sia contratto senza il pieno amore e conoscenza dell\u2019altro, e che sono vietati i rapporti precedenti il matrimonio.<br \/>\nL\u2019economia : L\u2019economia di Utopia \u00e8 fondata sul lavoro, tanto che, come abbiamo gi\u00e0 detto in precedenza, ognuno ha il dovere nella propria vita di imparare un lavoro; nonostante questo tutti i lavoratori di Utopia hanno il dovere, a rotazione, di lavorare in campagna; la rotazione \u00e8 stata scelta affinch\u00e9 nessuno debba lavorare ingiustamente pi\u00f9 degli altri, anche se questa rotazione non \u00e8 cos\u00ec rigida come si potrebbe immaginare, e per rendersene conto basti tener presente il fatto che chiunque, se mosso da vera passione per il proprio lavoro pu\u00f2 ottenere dei cambiamenti, a volte anche di un mese o pi\u00f9, sui turni. Preoccupazione dei sifogranti \u00e8 che nessuno passi le sue giornate nell\u2019ozio, ma che tutti abbiano un\u2019occupazione; preoccupazione di questa classe sociale \u00e8 per\u00f2 anche che nessuno debba fare pi\u00f9 lavoro di quanto gliene spetti (a meno che non lo voglia lui di sua spontanea volont\u00e0 lavorando anche in una parte delle sei ore che ognuno ha a disposizione), e per questo motivo la giornata lavorativa di ognuno \u00e8 di sei ore. Moro precisa nella sua opera di non lasciarsi ingannare dal fatto che la giornata lavorativa sia cos\u00ec brave, in quanto poich\u00e9 tutta la popolazione lavora non c\u2019\u00e8 mai mancanza di generi di prima necessit\u00e0. Un altro punto sul quale \u00e8 importante soffermarci \u00e8 sicuramente l\u2019atteggiamento degli utopici di fronte all\u2019uso dei metalli e delle pietre preziosi come per esempio l\u2019oro. L\u2019atteggiamento delle persone rispetto all\u2019oro \u00e8 di rifiuto, siccome essi pensano che non sia necessari per il cittadino doversi abbellire con questo genere di oggetti (l\u2019unico uso che \u201crientri nella norma\u201d \u00e8 per gli scambi esteri con le altre popolazioni), e perci\u00f2 li usano in modi alternativi. Le pietre preziose vengono usate dai bambini per giocare, in quanto non sono ancora in possesso del modo del modo di pensare delle persone adulte, anche se verso i quindici anni anche loro le abbandonano; l\u2019oro viene usato come materiale per i pi\u00f9 svariati oggetti \u2013 Moro cita addirittura vasi da notte \u2013 e anche per cingerei polsi agli schiavi, perci\u00f2 come segno di riconoscimento per loro.<br \/>\nLa religione : In Utopia non vi \u00e8 nessuna religione di stato ed \u00e8 concesso a tutti di venerare il dio che ognuno sceglie. Nonostante questo per\u00f2 l\u2019ateismo non \u00e8 accettato, in quanto secondo il loro modo di vedere l\u2019ateismo corrisponderebbe ad un abbassamento della natura dell\u2019anima degli uomini, che per loro invece deve essere rispettata. Come abbiamo gi\u00e0 affermato la parola \u201cutopia\u201d nasce con l\u2019opera di Tommaso Moro, ma il concetto che essa esprime \u00e8 molto pi\u00f9 antico. Infatti la nascita delle dottrine politiche utopistiche viene comunemente associata con Moro, ma questo \u00e8 in realt\u00e0 un discorso valido solamente per il periodo moderno, in quanto nell\u2019antichit\u00e0 furono scritte altre opere a carattere utopistico. La prima opera di questo genere che la storia ricordi \u00e8 sicuramente la Repubblica di Platone, che, anche se da un lato \u00e8 connessa alla concreta base della polis greca, d\u00e0 comunque un modello idealizzato, in quanto per il filosofo l\u2019uomo si poteva realizzare solamente come cittadino, non come singolo individuo, e questo stato ideale era pensato proprio per questa funzione. Il mondo romano, invece, \u00e8 povero o addirittura privo di tendenze utopistiche. Il suo forte senso giuridico, l\u2019orgoglio realistico della civis, la scarsa propensione all\u2019astrazione filosofica, la concretezza di questo popolo, la stessa potenza politica e vastit\u00e0 territoriale non ne favorirono certo lo sviluppo. Questa situazione continu\u00f2 in seguito anche nel medioevo, dovendo perci\u00f2 aspettare l\u2019umanesimo per rivedere altre opere utopiste. Queste opere vengono infatti riscoperte proprio in questo periodo a causa del cambiamento culturale: difatti la seconda met\u00e0 del cinquecento e il seicento rappresentano il periodo immediatamente successivo all\u2019umanesimo; una delle conseguenze pi\u00f9 importanti di questo movimento di pensiero fu sicuramente la valorizzazione dell\u2019uomo come essere razionale, concezione che port\u00f2 poi all\u2019affermazione della ragione. Questo port\u00f2 in seguito ad una pi\u00f9 completa autonomia dell\u2019uomo, che contribu\u00ec ad una laicizzazione del sapere. Quest\u2019evoluzione, che per alcuni storici segna il passaggio da pseudoscienze a scienze vere e proprie, ebbe come conseguenza la formazione di nuove dottrine politiche e la rivoluzione scientifica. Le dottrine politiche di questo periodo sono le utopie, e il realismo di Machiavelli, che per le loro caratteristiche sono una l\u2019opposto dell\u2019altra; Machiavelli, infatti, prefer\u00ec partire da un\u2019analisi della realt\u00e0, facendo riferimento in particolare alla situazione italiana, su cui poi costruisce il suo pensiero politico. Nelle opere utopiste invece c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di idealizzare la societ\u00e0, creandone un\u2019altra come secondo gli utopisti sarebbe dovuta essere; \u00e8 da questo che derivano le particolari caratteristiche di queste opere, come per esempio la mancanza di distinzioni di classi sociali (anche se, come abbiamo visto per quest\u2019opera, questo principio non viene sempre rispettato). Dentro il modello ideale, che \u00e8 possibile ricollegare a Platone, s\u2019annida un rifiuto della societ\u00e0 da ricondurre alla storia del tempo. La ragione, con l\u2019autorit\u00e0 che le conferisce la sua conquistata autonomia, non accetta il dispotismo dei principi o le ingiustizie della societ\u00e0; non riuscendo, da sola, a sanare quei mali contemporanei che tuttavia individua e denuncia, ne trasferisce la soluzione al di fuori e al di sopra della storia.<br \/>\nLe 3 utopie : Ognuna delle tre opere del periodo (Utopia di Moro, Nuova Atlantide di Bacone e La citt\u00e0 del sole di Campanella) ha caratteristiche proprie, ma \u00e8 possibile trovarvi degli elementi comuni. In tutte le opere vi \u00e8 una visione idealizzata del luogo, in quanto le societ\u00e0 descritte dai tre autori sono tutte poste su isole che vengono a loro volta collocate nell\u2019emisfero australe del mondo, o comunque in luoghi lontani dalle societ\u00e0 europee. Questa decisione \u00e8 un modo per far risaltare maggiormente i caratteri di isolamento e di autarchia di questi popoli, che per la loro impostazione economica appaiono totalmente indipendenti dagli stati confinanti. Inoltre le societ\u00e0 appaiono fondatale sul lavoro, e la sua razionalizzazione e la sua estensione all\u2019intera comunit\u00e0, anche alle donne, permette di aumentare il livello della produzione a beneficio di tutti e permette a tutti, e non pi\u00f9 ad una sola minoranza privilegiata, di dedicare il tempo libero alla cultura. Si avverte qui la protesta e la condanna, esplicita del resto, sia in Moro che in Campanella, contro una societ\u00e0 ancora gravata dal peso di parassiti e di oziosi. Le societ\u00e0 utopistiche hanno la caratteristica di essere societ\u00e0 precomuniste, e la caratteristica pi\u00f9 lampante di questa interpretazione \u00e8 sicuramente l\u2019assenza di propriet\u00e0 privata, per cui tutto appartiene a tutti ed \u00e8 lo stato che distribuisce per esempio il cibo o le abitazioni (che nel caso di Utopia vengono distribuite anche in base ai \u201cturni\u201d di lavoro nelle campagne). Nel caso specifico dell\u2019opera di Moro possiamo per\u00f2 vedere che la societ\u00e0, oltre che precomunista, pu\u00f2 anche essere interpretata come una forma di socialismo, essendo una societ\u00e0 meritocratica, dove i pi\u00f9 capaci e pi\u00f9 portati allo studio fanno poi parte della classe sociale dei sifogranti. Quest\u2019aspetto rispecchia il desiderio di nuove gerarchie elettive fondate sul sapere, sul merito, sulla capacit\u00e0, che ricorrono alla consultazione popolare, non pi\u00f9 sui principi di assolutismo, dei diritti del sangue, della fondatezza dei privilegi del censo. Altri aspetti comuni alle tre opere sono il rifiuto della guerra, e la scomparsa del tempo: questo stava a significare che in alcune di queste societ\u00e0 la giornata delle singole persone era preorganizzata, ovvero erano gi\u00e0 decisi gli orari sia di lavoro sia quelli di tempo libero. Da notare che, nonostante in questo periodo si assista alla rivoluzione astronomica (al tempo di Moro in realt\u00e0 inizi\u00f2 semplicemente a circolare privatamente l\u2019opuscolo De hypothesibus motuum coelestium a Se constitutis commentariolus di Copernico, che lo tenne nascosto per molti anni per timore delle possibili reazioni critiche), la scienza non \u00e8 un aspetto cui gli autori dettero molto importanza; l\u2019unica opera che abbia queste caratteristiche \u00e8 la Nuova Atlantide di Bacone, in quanto nell\u2019opera di Campanella, che pure ne intuisce le implicazioni sociali, ha ancora aspetti magici e astrologici. Contro l\u2019arbitrio dei singoli, contro la prepotenza dei principi, si leva il limite dell\u2019ostacolo di una razionalit\u00e0 comune a tutti gli uomini, cui ineriscono ormai diritti innati e naturali, anche se la schiavit\u00f9, che Campanella respinge, \u00e8 ancora accolta da Moro che leva tuttavia la sua protesta contro la pena di morte. A cura di Diego Fusaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Thomas More, latinizzato in Tommaso Moro ( 1480 \u2013 1535 ) gli ideali umanistici si diffondono in Inghilterra con gli stessi caratteri che avevano avuto in Italia nel Quattrocento: gli studi letterari non devono mettere capo a un\u2019 oziosa erudizione, ma promuovere un fattivo impegno nella realt\u00e0 civile. 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