{"id":112,"date":"2013-08-10T12:23:42","date_gmt":"2013-08-10T10:23:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroculturaletommasomoro.org\/?p=112"},"modified":"2013-08-10T14:16:07","modified_gmt":"2013-08-10T12:16:07","slug":"cerchiamo-un-po-di-tommaso-moro-in-ognuno-di-noi-di-federica-chiavaroli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroculturaletommasomoro.org\/?p=112","title":{"rendered":"Cerchiamo un po&#8217; di Tommaso Moro in ognuno di noi di Federica Chiavaroli"},"content":{"rendered":"<p>Riflettendo sul discorso tenuto dal Santo Padre, Benedetto XVI, alla Westminster Hall il 17 settembre 2010, ho constatato la straordinaria attualit\u00e0 della vicenda di Tommaso Moro. La sua figura oggi rappresenterebbe di per s\u00e8 un ossimoro, una contraddizione in termini: un Politico Santo. In questo momento, nel quale demagogia, populismo e sentimenti di antipolitica dominano il nostro Paese, accostare la figura di un politico alla santit\u00e0 \u00e8 quanto di pi\u00f9 distante possa esserci dall&#8217;opinione comune. E proprio per questo, riflettere sulla figura di Tommaso Moro \u00e8 ancora pi\u00f9 utile, in quanto \u00e8 testimone della irrinunciabilit\u00e0 della libert\u00e0 di coscienza ed insieme della responsabilit\u00e0 di un uomo di stato.<!--more--><br \/>\nCi\u00f2 che mi colpisce molto di Tommaso Moro \u00e8 che per lui la coscienza \u00e8 irrinunciabile e viene prima della politica e del potere &#8211; che per lui non \u00e8 fine a se stesso, ma mezzo per la realizzazione del bene comune. Oggi, invece, l&#8217;idea dominante \u00e8 che la politica, e il potere che da essa ne deriva, bastino a se stessi e quindi lo scontro con l&#8217;altro, percepito come un nemico, diventa l&#8217;unica possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Mettere invece la persona ed il bene della societ\u00e0 al centro della nostra attivit\u00e0 ci aiuterebbe anche a recuperare il valore dell&#8217;altro, inteso come una ricchezza ed un bene, e non come un nemico da abbattere, e forse ci farebbe recuperare un po&#8217; di stima da parte della gente. Ma ancora di pi\u00f9 voglio soffermarmi sulla sua preoccupazione per il giusto in un momento nel quale, di fronte alle decisioni da prendere, pi\u00f9 che chiederci cosa \u00e8 giusto, sembra prevalere la domanda di cosa sia popolare. Nell&#8217;era dei social media abbiamo, quindi, fatto una grande confusione nell&#8217;orientare le nostre scelte.<br \/>\nIl re Salomone, nel momento della sua incoronazione, pu\u00f2 fare una sola domanda a Dio, e cosa chiede? Chiede &#8220;un cuore docile perch\u00e9 sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male&#8221;. Probabilmente noi oggi chiederemmo un computer per aiutarci nelle decisioni, non per distinguere il bene dal male, ma per conoscere quanto popolari siano le nostre proposte in base ai &#8220;mi piace&#8221; ed ai tweet. La vera sfida della democrazia \u00e8 proprio qui: su cosa si fondano i principi morali che sostengono il processo democratico? Sul consenso sociale? Sarebbero troppo fragili. E allora, qual \u00e8 il fondamento etico per le scelte politiche? Benedetto XVI a Londra lo spiega benissimo: la tradizione cattolica sostiene, a tal proposito, che le norme obiettive che governano il retto agire siano accessibili alla ragione, a prescindere dal contenuto della rivelazione. Quindi, il ruolo della religione non \u00e8 tanto fornire queste norme e ancor meno soluzioni concrete, quanto piuttosto aiutare a gettare luce sull&#8217;applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi, validi per tutti.<br \/>\nIl mondo della ragione e della fede hanno bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro per il bene della nostra civilt\u00e0. Per questo non posso che esprimere rammarico per un certo atteggiamento diffuso, puntualmente richiamato anche dal Pontefice nel suo discorso, e cio\u00e8 la crescente marginalizzazione della religione, in particolare del Cristianesimo. Vi sono alcuni \u2013 dice Benedetto XVI \u2013 che sostengono che la celebrazione pubblica di festivit\u00e0 come il Natale andrebbe scoraggiata, secondo la discutibile convinzione che essa potrebbe in qualche modo offendere coloro che appartengono ad altre religioni o a nessuna. Segni preoccupanti dell\u2019incapacit\u00e0 di tenere nel giusto conto non solo i diritti dei credenti alla libert\u00e0 di coscienza e di religione, ma anche il ruolo legittimo della religione nella sfera pubblica\u201d.<br \/>\nA tal proposito voglio raccontare un fatto personale. Nella mia famiglia c\u2019\u00e8 un appuntamento particolarmente atteso che precede il pranzo natalizio, ed \u00e8 quello della recita delle poesie dei bambini. Mi ha lasciato perplessa il diverso tenore delle poesie che mi \u00e8 capitato di ascoltare durante lo scorso Natale. Si sono trovati fianco a fianco bambini provenienti da esperienze scolastiche diverse. Quelli che frequentavano una scuola cattolica hanno recitato poesie incentrate sul significato cristiano del Natale. Le poesie degli altri bimbi, invece, si rifacevano a ben altri simboli: i doni, la festa, i colori. Il messaggio mi ha colpito profondamente. E&#8217; giusto togliere il Natale ai bambini? Secondo me \u00e8 un grave errore privarci della nostra identit\u00e0 e mettere in dubbio i valori fondanti della nostra societ\u00e0. In questo modo continueremo a subire gli effetti di questa crisi di valori ogni giorno.<br \/>\nCome ci ha ricordato papa Benedetto XVI, richiamando nel suo discorso l\u2019enciclica \u201cCaritas in Veritate\u201d, la crisi finanziaria in Europa \u00e8 in gran parte basata sulla crisi etica che incombe. Se non ripartiamo dai nostri valori, da quei principi imprescindibili su cui \u00e8 nata e si fonda la nostra societ\u00e0 \u2013 la famiglia, la carit\u00e0 cristiana, l\u2019amore per il prossimo, il rispetto della vita \u2013 non riusciremo ad andare avanti. Perch\u00e9 essere privi di fondamento rende manipolabili e incapaci di assumere le proprie responsabilit\u00e0 e rischia di farci cedere all\u2019egoismo individuale e al relativismo.<br \/>\nRicercando il Tommaso Moro dentro ognuno di noi, allora, non solo saremo testimoni, ma sentiremo il desiderio di essere protagonisti, anche con la giusta leggerezza e senso dell&#8217;umorismo che aveva proprio Tommaso Moro e che aiuta sempre quando bisogna prendere decisioni importanti. Non ci dimentichiamo, infatti, che salendo sul patibolo, chiese al boia di aiutarlo, dicendo &#8220;per favore, aiutatemi a salire, poi per scendere non disturber\u00f2 nessuno&#8221;. L&#8217;augurio che faccio a noi \u00e8 di poter sempre avere la sua stessa profondit\u00e0 e la sua stessa leggerezza e, come dice Benedetto XVI, di aprire il cuore, \u201cspalancare le finestre\u201d per vedere &#8220;la vastit\u00e0 del mondo, il cielo e la terra ed utilizzare tutto questo in modo giusto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflettendo sul discorso tenuto dal Santo Padre, Benedetto XVI, alla Westminster Hall il 17 settembre 2010, ho constatato la straordinaria attualit\u00e0 della vicenda di Tommaso Moro. La sua figura oggi rappresenterebbe di per s\u00e8 un ossimoro, una contraddizione in termini: un Politico Santo. 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